“Sa gente arrubia”. È questo il nome con cui il popolo sardo identifica i fenicotteri. Il volatile si mostra in tutta la sua grazia e bellezza ed è possibile ammirarlo in diverse lagune poco abitate dell’isola.

Queste aree umide, infatti, rappresentano l’habitat ideale per gli eleganti trampolieri da sempre oggetto di fotografie e birdwatching da parte dei turisti più curiosi. “Il popolo rosso” (traduzione letterale di “sa gente arrubia”) deve la colorazione così particolare ad un piccolo crostaceo d’acqua salata, l’artemia salina, che dona il rosa tipico da sempre associato al fenicottero.

I volatili si spostano sempre in gruppo e occorre osservarli da lontano senza spaventarli o metterli in pericolo perché per farli volare via basta davvero il minimo rumore. Uno dei periodi dell’anno più interessante in cui è possibile osservare i fenicotteri sono le prime settimane di giugno quando decidono di fermarsi in Sardegna per nidificare. Diversi i luoghi sull’isola dove poterli osservare: lo stagno di Molentargius e quello di Santa Gilla vicino Cagliari e lo stagno di Sa Curcurica (tra Orosei e Siniscola) e la laguna di San Teodoro.