Non c’è casa tipica più tipica dei trulli di Alberobello. I coni bianchi che costellano l’entroterra pugliese evocano reminiscenze scolastiche, solleticano l’immaginario collettivo e dal 1996 fanno parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità tutelato dell’Unesco.

Si tratta di piccoli edifici a pianta circolare eretti con pietre calcaree, le famose chiancarelle, incastrate l’una sull’altra senza malta e chiuse da una cupola con pinnacolo: uno straordinario esempio di architettura solida, romantica ed ecosostenibile. Caldi d’inverno e freschi d’estate.

E pensare che i trulli di Alberobello sono il frutto di un’evasione fiscale. Quando un editto del 1466 impose le tasse su ogni costruzione in calce, il conte di Conversano ricorse ad un’astuzia. Fece costruire le abitazioni con sole pietre a secco per poterle smontare e rimontare in caso di ispezione fiscale: di necessità, virtù! Ad Alberobello ci sono più di 1500 trulli ma il più famoso è il “Sovrano”: è l’unico trullo a due piani che si trova nella cittadina pugliese e domina su tutte le altre costruzioni.

Antichi e divertenti, i fischietti portafortuna di terracotta dalle forme più fantasiose sono uno dei prodotti più caratteristici dell’artigianato pugliese: impossibile visitare Alberobello senza acquistarne almeno uno!